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Può esserci una cura alle relazioni ai tempi del Covid?

Può esserci una cura alle relazioni ai tempi del Covid?

Recensione del libro “QUESTIONI DI CU(O)RE Al tempo del Covid 19″ a cura di Gigi Avanti

Non appena ricevuto in dono il libro di Mei de Carli Indri, QUESTIONI DI CU(O)RE Al tempo del Covid 19, da consulente familiare della prima ora quale sono, ho subìto la tentazione di iniziarne sùbito la lettura.

Ed è stato proprio il gioco di parole ricorrente nella “narrazione” della Mei ad avere nutrito la mia curiosità nel proseguire nella lettura.

Anche perché con lei ho condiviso varie occasioni di collaborazione essendo stata mia formatrice alla SICOF di Roma, (Scuola Italiana Consulenza Familiare).

Ma i giochi di parole non sono certo l’unico strumento investito dalla Mei, anche in chiave didattica, per consulenti familiari, ma si accompagnano a metafore, aforismi, paradossi, neologismi e inglesismi, etimologia delle parole (un esempio: andare alla “radice” delle parole può favorire nel cliente – utente di “radicare” il misterioso passaggio dal malessere ad un possibile benessere), soffice ironia e autoironia, “entrate” a sorpresa nell’inconscio per stimolarne “l’uscita” del bello presente in esso (Jung)…

Il contenuto poderoso del testo (oltre 200 pagine), insomma, e le cospicue e pertinenti citazioni di testi e brani hanno la magia della bambole matriosca, nel senso che aprono via via nuovi ed inaspettati scenari, sempre diversi, tutti convergenti però verso l’unico fine, quello di suggerire al consulente familiare (o a chi volesse provare l’esperienza dell’offrire aiuto efficace a chi chiede aiuto) un uso appropriato della relazione consulenziale.

E’ così che riferimenti a mitologia, filosofia, letteratura, arte, poesia, canzoni, psico – politica e spiritualità incarnata diventano alimento succoso e ricco per vivere l’esperienza della relazione consulenziale nel “qui ed ora”.

Anche perché questo impegno fatto di ascolto empatico professionale dell’altro può essere facilitato dall’uso di “storielle” scritte dall’autrice lungo il corso di questi anni.

Insomma che dire? Un libro per buongustai. Un libro “regale”… da offrire come “regalo” a chi sente la vocazione di essere di aiuto a chi chiede aiuto.

Come ha fatto l’autrice che, con la modalità soave del suo narrare ha “saputo” regalare, magari a sua “insaputa”, alcuni pezzi del suo vissuto personale con sobrietà, umiltà e delicatezza lasciando totale libertà al lettore di usufruirne per diventare a sua volta regalo di serenità.

Ed in conclusione riporto questa dolcissima dichiarazione di intenti della Mei (consulente familiare e psicoterapeuta):

“Vorrei spianare la ruga che hai tra le sopracciglia, ma non esiste lifting per una ferita del cuore. Posso solo baciarla… senza farti vedere la mia” . (Mei Indri de Carli)

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